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Indirizzo psicodinamico

La Scuola di psicoterapia dinamica “Bios Psyché” segue l’indirizzo relazionale, basato su un modello di mente che si radica nel biologico e che considera le relazioni tra gli esseri umani di importanza fondamentale nello sviluppo psichico normale e patologico.


Cosa si insegna alla Scuola di Psicoterapia dinamica Bios Psyché?

In psichiatria esistono molte teorie che fanno riferimento ad una certa idea di essere umano sano, a come si ammala e a cosa si può fare per curare le sue malattie fisiche e mentali. La psicoterapia esiste da più di 100 anni e si riferisce all’incontro tra uno psicologo/psichiatra e una persona che vive uno stato di sofferenza. Attraverso l’incontro e la comunicazione (verbale e non solo) il terapeuta può approfondire la conoscenza della persona, formulare una diagnosi e una cura.


Si può curare con la psicoterapia se la malattia è mentale?

La scuola Bios Psyché segue un indirizzo psicodinamico-relazionale che si propone di indagare la mente (cosciente e non cosciente) seguendo una prospettiva secondo cui lo sviluppo sano e patologico degli esseri umani si configura nelle relazioni interumane primarie (i rapporti personali fondamentali) che hanno pertanto un ruolo basilare nella strutturazione della personalità e nella genesi delle psicopatologie. Ci si può ammalare in rapporti interumani violenti e ci si può curare con rapporti terapeutici.


Quale può essere il valore aggiunto che fornisce il modello psicodinamico?

Il valore dell’esperienza soggettiva (di ogni essere umano), viene messo al centro del rapporto terapeutico da una impostazione dinamica che tiene conto del mondo emotivo ed affettivo del paziente e delle memorie dei suoi rapporti significativi. Questi legami col passato possano emergere nel campo interpersonale tra paziente e terapeuta e questo introduce la possibilità di una loro elaborazione e di un loro superamento nel corso della psicoterapia.

Il “pensare” psicodinamico contribuisce a definire con maggiore precisione la ricerca sulla realtà umana e le sue alterazioni in quanto tiene conto sia dei dati oggettivi riguardanti le malattie mentali, sia delle loro intrinseche componenti soggettive.

 

Riferimenti bibliografici

Fagioli M. Istinto di morte e conoscenza (1972), L’Asino d’oro edizioni, Roma, 2017.

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Dott. Paolo Fiori Nastro, psichiatra e psicoterapeuta